Fattura nel regime forfettario
Il forfettario non applica IVA e non subisce ritenuta d'acconto. Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare al cliente la rivalsa INPS del 4%, che fa parte del compenso. Sopra 77,47 € si applica la marca da bollo da 2,00 €, che può essere riaddebitata al cliente.
Esempio: compenso di 1.000,00 € + rivalsa INPS 40,00 € + bollo 2,00 € = 1.042,00 € da incassare.
Diciture da riportare in fattura:
- "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, regime forfettario: senza applicazione dell'IVA e non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014".
- Per la rivalsa: "Rivalsa contributo INPS 4% ai sensi dell'art. 1, comma 212, L. 662/1996".
- Per il bollo (fattura elettronica): imposta a "SI" il campo "BolloVirtuale" del file XML (blocco DatiBollo, importo 2,00 €). Puoi aggiungere anche la dicitura "Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell'art. 6 del DM 17 giugno 2014". Il bollo si versa per trimestre con F24 (codici tributo 2521-2524) o dal portale Fatture e Corrispettivi. Se l'imposta del primo trimestre è inferiore a 5.000 € si può versare entro il 30 settembre insieme al secondo; se primo e secondo trimestre insieme restano sotto 5.000 €, entro il 30 novembre insieme al terzo.
Quello che incassi non è tutto tuo: una parte va accantonata per imposta e contributi. Calcola quanto con il calcolatore del forfettario.
Fattura con ritenuta d'acconto (regime ordinario)
Nel regime ordinario si applica l'IVA (di solito al 22%), salvo le operazioni esenti come le prestazioni sanitarie. Se il cliente è un sostituto d'imposta si applica anche la ritenuta d'acconto del 20%. Il cliente trattiene la ritenuta e la versa con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.
- L'IVA si calcola sull'imponibile comprensivo della rivalsa o del contributo integrativo.
- La ritenuta si calcola sul compenso. La rivalsa INPS 4% della Gestione Separata è parte del compenso, quindi è soggetta a ritenuta; il contributo integrativo delle casse professionali no.
Esempio: compenso 1.000,00 € + rivalsa INPS 40,00 € = imponibile 1.040,00 €. IVA 22%: 228,80 €. Totale fattura 1.268,80 €. Ritenuta 20% su 1.040,00 €: 208,00 €. Netto a pagare: 1.060,80 €.
Prestazioni sanitarie esenti IVA
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA (art. 10, c. 1, n. 18, DPR 633/72). È il caso tipico di medici e psicologi in attività clinica. In regime ordinario scegli "Esente IVA" come aliquota.
- In fattura va la dicitura "Operazione esente IVA ai sensi dell'art. 10, c. 1, n. 18, DPR 633/72".
- Senza IVA, sopra 77,47 € si applica la marca da bollo da 2,00 €, che può essere riaddebitata al cliente.
- La ritenuta d'acconto resta dovuta se il cliente è un sostituto d'imposta e si calcola sul compenso, senza contributo integrativo e senza bollo. Se il paziente è un privato la ritenuta non si applica: togli la spunta "Cliente sostituto d'imposta".
Esempio: psicologo che fattura a un cliente sostituto d'imposta, compenso 1.000,00 € + contributo integrativo ENPAP 2% (20,00 €) = imponibile 1.020,00 €. IVA esente, bollo 2,00 € addebitato al cliente: totale fattura 1.022,00 €. Ritenuta 20% su 1.000,00 €: 200,00 €. Netto a pagare: 822,00 €.
Partire dal netto che vuoi incassare
Se hai concordato un importo netto, scegli "Netto da incassare": il calcolatore trova il compenso da indicare in fattura perché, dopo IVA, rivalse e ritenute, il bonifico sia quella cifra.
C'è un'eccezione. Se addebiti il bollo al cliente, quando l'imponibile supera 77,47 € il totale sale di colpo di 2,00 €. Alcuni netti vicini alla soglia quindi non si possono ottenere. In quel caso il calcolatore lo segnala e usa il primo compenso con il bollo.